Home News Attualità
La cagnetta Diana scrive al nostro direttore
La cagnetta Diana scrive al nostro direttore
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo
News - Attualità
Scritto da Administrator
Lunedì 29 Agosto 2011 09:03
Caro Direttore,
mi permetto di scriverle come tempo fa fece il mio compagno
Jack, perché conosco la sua sensibilità e il suo coraggio. Le scrivo da Morro
d’Alba, contrada Laureto 13,
mi chiamo Diana, sono di tre colori, anche se
all’anagrafe canina risulto come Lisa, che di colori ne aveva due, con quattro
anni in più e per Jack è lo stesso, lui risulta come Thor, come aveva tentato
di spiegarle, quando le si rivolse, per chiedere aiuto.
Lei prese a cuore il suo (il nostro) caso e per un po’, andò
abbastanza bene, anche perché c’era stata una denuncia per maltrattamenti verso
il mio padrone e la sua compagna, finita archiviata contro”ignoti”. Se non mi
venisse da piangere, ci sarebbe da ridere! Ci difese. oltre lei, anche una
guardia zoofila volontaria, (quelle che non prendono soldi) Vittorio
Baldarelli, che per la sua onestà e correttezza verso tutti gli animali, ne ha
passate di tutti i colori. Ho solo nove anni e oltre ad aver perso l’udito (il
freddo fa anche questo) sono ridotta molto male, sporca e ferita.
Apparentemente (e non sempre) c’è del cibo, (crocchette) che, però Jack, da
tempo, non riusciva a mangiare, perché troppo dure e grosse, nonostante sia
palese; nessuno le bagna ed ora neanche io ci riuscivo, perché troppo debole.
Ci ha sempre protetto qualcuno, che seppure non tutti i giorni ci ha alimentato
con bocconi di carne fresca scottata e salamotti, entrambi molto teneri. Si
accorse che non riuscivamo o non avevamo da mangiare, quando divoravo
avidamente anche del pane secco. Giorni or sono, ero così sfinita che non
riuscivo ad alzarmi ed avevo un nugolo di mosche sulla ferita che Jack
scacciava pulendomi in continuazione, quando sentendo odore di carne, seppure
barcollando, sono riuscita a mangiare, quel cibo degli dei, e l’ho potuto fare,
non essendoci nessuno in casa, fino a due giorni fa. Ieri la persona è stata
scacciata ed io mi chiedo cosa ne sarà di noi. Perché non ci fate vivere sereni
vicino a chi ci ama disinteressatamente e ci terrebbe con sé?
Dove sono coloro che vengono pagati per difenderci? Quello
che è più triste è che i bambini ci amerebbero, (Jack lo scrisse). All’epoca
della lettera di Jack c’era un cagnolino a macchie grandi nere chiamato Pongo,
di cui dopo un po’ non si ebbe più notizia, al suo posto arrivò un cagnolino bianco
con le orecchie beige e macchioline beige, che chiamarono allo stesso modo,
(vedi foto) che finì travolto. Allora pensavamo di essere di nuovo amati,
ma…alla bambina presero un altro cagnolino, quelli con il pelo lungo fino a
terra, molto carino, che tenevano e tengono come un principino. Noi non siamo
invidiosi, siamo contenti per lui, però l’angoscia subentra, (noi setter,
abbiamo un odorato finissimo) quando sentiamo l’odore del buon cibo e i profumi
del bagnetto e noi sporchi ed affamati e soprattutto, senza quei meravigliosi
abbracci, baci e carezze. La bambina vorrebbe farlo, ma non le è permesso.
Allora ho iniziato piano piano a lasciarmi andare, a pensare alla morte.
Qualcuno un giorno ci disse che tutto ciò che è amore fu destinato all’eternità
e da allora anch’io ho cominciato a sperare di raggiungere, un giorno un luogo
felice.
Amore! Chi più di noi conosce il significato di questa
parola? Daremmo la vita (e spesso l’abbiamo fatto) per i nostri padroni, anche
per quelli più crudeli, perché nel nostro cuore c’è l’amore incondizionato. Ho
sentito che la persona che ci ha aiutato, voleva portarci dal veterinario per
paura d’infezioni, ma le hanno detto che sarebbe stata denunciata. Ora caro
Direttore le chiedo, ma come sono fatte le leggi degli uomini? Non sarebbe
logico che appurato il mio stato, la punizione andasse a chi ne è stato la
causa? La prego mi aiuti, faccia il possibile, insieme ai suoi lettori, anche
perché, la cosa più assurda è dover morire, senza mai essere esistita, con il
nome di qualcun altro che magari non c’è neanche più. Dimenticavo di dire che
noi due non siamo stati mai tatuati e non era assolutamente vero, che i
suddetti siano scomparsi, come è stato affermato, nel richiedere il microcip.
E’ una balla più grande di una casa. Basterebbe verificarlo. Un grazie con
tutto il cuore canino ed una raccomandazione: se non siete in grado d’amarci
non ci prendete, perché credetemi la sofferenza che ci condannate a vivere
strazia completamente il nostro essere, tanto da desiderare la morte. Vorrei
suggerire una nuova figura giuridica che in ogni piccolo paese, nei rioni delle
città ci fossero dei ragazzi “controllori” dello stato degli animali domestici,
se possibile con un piccolo stipendio, o solo con la possibilità di acquisire punti
per i concorsi pubblici, perché l’etica è importante per ogni tipo di
professione. Creare una società futura attenta a noi, piccoli fratelli senza
voce, sarebbe uno splendido traguardo per un’umanità degna di questo nome.
Un’ultima preghiera: insegnate ai bambini che non siamo giocattoli. Grazie .
Un bacio sul cuore.
Diana (setter senza identità)
338 1295004
Da
una precedente corrispondeta nell'anno 2008 da Jack (un altro setter senza
idendità)
| JACK ( un setter senza identità) |
Scritto da Redazione
|
Giovedì 20 Novembre 2008 11:20
|
Mi chiamo Jack, sono un setter ed abito a Morro
d’Alba (AN) e siccome non ho voce, come tempo fa, un altro mio simile, ho
chiesto a chi può, di scrivere per me. Dicono tutti che siamo intelligenti,
ma a volte accadono eventi che non comprendo.
Per molto tempo ho sentito l’amore del mio
padrone, ci portava a caccia, a me e Diana un altro setter, che vive con me;
ci faceva elogi quando gli portavamo un fagiano o una lepre che avevamo
“puntato” e fatto alzare in volo o inseguito. Nella dimora di prima,
stavamo bene, c’era un luogo esterno con pavimento di mattoni ed
interno abbastanza ampio per ripararci dalle intemperie. Ad un tratto tutto è
cambiato, forse non eravamo più bravi come prima?... Non so capire. Siamo
stati trasferiti in un posto vicino, dove l’esterno, con la pioggia, diventa
fangoso e l’interno è angusto e semibuio a forma di cassa chiusa che non
permette di circolare, né di ripararsi adeguatamente; specialmente se piove e
c’è vento, il freddo penetra nelle ossa. Ma la cosa che mi ha spaccato il
cuore di dolore, è l’essere accusato d’aver ucciso degli animali domestici,
(polli e simili) che ora abitano dov’era la nostra prima dimora. Certo è vero
che alcune volte sono scappato, oltrepassando il recinto, la nostra acqua era
sempre verde, con uno strato denso, dal cattivo sapore. Non volevo credere
fosse diventata ovunque così cattiva; eppoi lasciata in pieno sole, la si
poteva bere solo di notte tanto scottava, ed inoltre perché mi piace tanto
correre libero per il campo. Non ricordo però d’aver ucciso alcun animale, ma
semmai me ne fossi dimenticato, perché prima, quando andavamo a caccia, ero
elogiato per fare la stessa cosa, di cui mi si accusa? Di sicuro però non
l’ho fatto, perché la persona, che mi ha portato cibo ed acqua, non ha
trovato traccia dei miei denti sugli animali morti. Tutte le volte che sono
uscito, sono sempre ritornato, perché non potevo abbandonare la mia compagna
e…. Solo un dolce piccolo angelo ha pianto per me, supplicando sua madre di
farmi entrare (sono stato lasciato fuori alcune notti) dicendo: ”Jack ha fame
e sete, poverino!”, ma la risposta è stata che essendo stato cattivo non
dovevo ricevere né cibo né acqua ed essere messo a catena e che… i cattivi
fanno sempre una brutta fine. Ma chi è il cattivo? Chi mi ha portato
cibo ed acqua, (che mi veniva rovesciata) durante le notti passate fuori, le
ha detto di non trattarmi così. La risposta?! “Conosco le leggi”. Quali?!
Rientrato, portandoci da mangiare di nascosto, carne di manzo, leggermente
scottata (ho sentito che si chiedeva se poteva bastarci, quasi un chilo in
due! Era il paradiso!!) ed acqua fresca; sorpresa dalla nostra
voracità, ha cominciato ad interessarsi alla nostra sorte denunciando il
fatto, rivolgendosi a coloro che sono preposti alla nostra salute e
sicurezza, Sindaco, ASL ecc., scoprendo che molte sono le parole, pochi i
fatti e che le associazioni animaliste contattate, non intervengono per i
privati e le guardie zoofile della nostra zona, se non convenzionate con il
comune si rifiutano d’intervenire. Le leggi ci sono, ma vengono applicate con
estrema lentezza. Sempre se vengono applicate, perché se sei “qualcuno”
e conosci “qualcuno”, te la cavi sempre. Ritornando al racconto, siamo stati
nutriti, sempre di nascosto, per circa un mese. L’acqua all’esterno era stata
tolta e per il timore non ci fosse neanche all’interno della cassa o di non
poterla raggiungere, come è successo, (i nostri musi impolverati, ne erano la
prova evidente) veniva portava fresca tutti i giorni. Purtroppo mi è stata
messa la catena; per un po’ è stata fissa, da non potermi proprio muovere,
restando al sole con una temperatura da arrostire, con la polvere addosso fin
dentro gli occhi, era come morire. Poi, scorrevole, (dopo un controllo) ma
siccome rimanevo incastrato o riuscivo lo stesso a saltare il recinto,
restando bloccato fuori, mi è stata accorciata di nuovo, con la relativa
impossibilità per l’acqua e il riparo. (Perché, invece della catena
scorrevole, non è stato imposto di chiudere il recinto anche sopra, in modo
da potermi muovere liberamente? Siamo sicuri che difendano noi?!) Quando ci
arrivava carne ed acqua fresca eravamo così felici, che abbiamo commesso
l’errore d’esternarlo, abbaiando per la gioia. E qui successe… ancora non ci
posso credere che il mio padrone si sia comportato così. Chi ci stava dando
da bere, reggeva il recipiente con l’acqua, dall’alto; all’improvviso, il
nostro padrone ha strattonato il secchio, da sotto il nostro muso,
sbattendoglielo contro un braccio e rovesciandoglielo addosso, urlando di non
farlo mai più, se non voleva una denuncia per… l’ho sentito con le mie
orecchie, eppure mi resta difficile crederlo, per…..avvelenamento. Ho
percepito chiaramente la sua paura per noi. Temevamo non venisse più. Invece
no, ha continuato a farlo. Come avevo accennato prima, tramite denunce, è
arrivato un controllo con un ispettore della ASL di Jesi ed una
guardia; anche se all’interno non sono potuti entrare, perché in casa non
c’era nessuno, il degrado era evidente. E’ stato, però impossibile, vedere
dalla piccola apertura esterna, che all’interno lo spazio era solo quello
limitato dalla cassa, che comprende da un lato una piccola cuccia, che ripara
solo la mia compagna. Io con la catena, rimango quasi sull’apertura. Non oso
pensare all’inverno! Comunque anche senza vedere dentro, la drammaticità
della situazione saltava agli occhi; stava piovendo ed eravamo lerci, con
escrementi attaccati al pelo sotto la pancia e dietro, bagnati zuppi. E zuppi
fradici lo siamo restati per tre giorni, con un vento freddo, (nei giorni in
cui la temperatura è calata di colpo) da farci tremare. Di recente ci hanno
ripuliti e i primi di questo mese di ottobre 2008, cioè da pochissimo,
portati dal veterinario, (dopo un mese d’alimentazione quasi corretta e senza
sporcizia, eravamo “quasi in forma!”) per mettere il microcip e lì ho
scoperto che… dopo anni che vivevo in quella casa, non facevo parte della
famiglia. L’avevo sentito dire dalla persona che ancora ci portava carne
fresca. (e che aveva chiesto, all’ispettore d’occuparsi di noi) Mi ero
rifiutato di crederci. Invece era vero. Sapevo già che prima di noi, al
nostro stesso indirizzo, c’erano tre cani registrati tramite tatuaggi,
all’anagrafe canina di Jesi, che non si sa dove siano finiti. Lì, risultano
ancora presenti, al nostro domicilio, ma…invisibili! E noi?! Non esistevamo!
Ma il bello viene adesso, io ero felice d’essere ammesso in famiglia, seppure
con anni di ritardo. ma… non sono più Jack e neanche Diana lo è… Ci è stato dato
il loro nome. Che il nostro padrone si sia confuso ed abbia detto che due dei
tre, fossimo noi?! Il cane di cui ho preso il nome ha i miei stessi due
colori, ma lei no, perché al contrario dell’altra, di colori ne ha tre!!
Magari non se ne sono accorti! Inutile gridare a squarciagola: “ Sono Jack,
non voglio diventare un altro cane, né chiamarmi con il suo nome. Sono
Jaaack!!”. Ma si sa io riesco solo ad abbaiare e l’interprete non
c’era!! Noi non abbiamo mai avuto tatuaggi. E siamo pìù giovani. Sono
solo un cane, ma credo di saper ragionare, il quesito che mi pongo è questo:”
Se ho sentito bene ed i cani presenti all’anagrafe “sono” tre, allora adesso
dovremmo essere in cinque!. O sbaglio?!”. Che brutto pasticcio! Sono molto
spaventato per la nostra vita futura, anche perché ho visto cucciolate di
gattini, sparire appena svezzati. La spiegazione data a chi li amava, li
abbracciava, giocava con loro, è stata che: “Quando crescono, se ne
vanno”. Non è vero. I gatti amano la casa e specialmente se poco più che
cuccioli, non si allontanano, restano nei dintorni. Che siano
stati portati volutamente lontano ed abbandonati? Sarebbe troppo crudele. Vi
prego fate in modo di proteggerci, scrivendoci tramite il giornale, (è
l’unico modo ) che vi fornirà l’indirizzo o telefonate, anche
perché ora, essendoci molto pìù controllo, chi ci dava da mangiare e da
bere, non riesce più farlo e non ha modo di controllare se ciò avvenga sempre
e correttamente. L’unico modo d’aiutarci è quello di farvi sentire. Specialmente
i bambini. Siamo solo dei cani, ma forse è proprio per questo che il nostro
cuore è sempre pieno d’amore verso il nostro padrone, e daremmo la vita per
lui; nonostante maltrattamenti e dolore, non potremmo mai smettere d’amarlo.
Non fa parte della nostra natura e ci è impossibile anche solo immaginare che
alcuni umani riescano non solo a farlo, ma addirittura trasformare
questo sentimento, in azioni che provocano in noi così tanto dolore, angoscia
e paura. Perdonatemi ma a volte, pur con tutto il rispetto e riconoscenza
verso chi ci difende da sempre, gioca con noi, passeggia con noi, ci
accarezza e ci ama, pensando a certi loschi figuri, appartenenti al genere
umano, mi chiedo chi siano le bestie! Se il mondo fosse dei bambini,
tutto diverrebbe chiaro e semplice. Loro sentono subito il nostro disagio, ci
amano istintivamente. Non a caso Qualcuno che amava tutti, noi compresi, ha
detto:”Se non diventerete come bambini non potrete entrare nel regno dei
Cieli”. Sono convinto avesse ragione. Grazie di cuore per ciò che farete.
JACK ( un setter senza identità) |
Hits: 1.001
Commenti
(0)
Scrivi
commento







Nessun commento:
Posta un commento